L’isola di Fogo, nell’arcipelago di Capo Verde, è un luogo dove la forza della natura si manifesta in tutta la sua bellezza primordiale. Soprannominata “Il Gigante Buono”, l’isola è dominata dal maestoso Pico do Fogo, un vulcano attivo che svetta fino a 2.829 metri, rendendola la cima più alta di tutto lo stato
Dove si trova e come arrivarci
Fogo si trova nel gruppo delle isole Sotavento (Sottovento), a sud-ovest di Santiago.
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Aereo: Il modo più rapido è un volo interno da Praia (Santiago). Il volo dura circa 30 minuti e atterra all’aeroporto di São Filipe.
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Traghetto: Esistono collegamenti via mare da Praia, ma sono soggetti alle condizioni dell’oceano e possono durare diverse ore.
Dove alloggiare
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São Filipe: La capitale dell’isola. Alloggiare qui, in una delle tipiche case coloniali chiamate sobrados, permette di godere dell’architettura storica e di splendidi tramonti sull’isola di Brava.
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Chã das Caldeiras: Per un’esperienza mistica, dormi all’interno della caldera del vulcano. Qui si trovano pensioni gestite da locali che offrono un’immersione totale nel paesaggio lunare.
Cosa vedere e visitare
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Chã das Caldeiras: Una vasta pianura vulcanica circondata da pareti di roccia alte 1.000 metri. Qui la vita scorre tra le colate laviche dell’eruzione del 2014.
Immagina di entrare in un anfiteatro naturale di dimensioni colossali. Questa caldera non è solo un deserto di lava, ma una comunità resiliente. Camminare qui significa calpestare la storia recente: le case sono state ricostruite sopra le colate dell’eruzione del 2014, spesso usando la pietra lavica stessa come materiale da costruzione. È un luogo di un silenzio assordante, interrotto solo dal vento, dove il contrasto tra il grigio antracite della roccia e il verde brillante dei vigneti di uva Manecom ti lascerà senza fiato.
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Scalata al Pico do Fogo: Un’escursione impegnativa ma indimenticabile. Dalla cima la vista spazia su tutto l’arcipelago.
Non è una semplice passeggiata, è un rito di passaggio. La salita inizia alle prime luci dell’alba per evitare il caldo torrido. Si affonda nel picon (cenere vulcanica instabile) che rende ogni passo faticoso, ma la ricompensa è celestiale. Una volta arrivati sul bordo del cratere, a quasi 3.000 metri, ti sentirai sul tetto del mondo. La discesa, poi, è pura adrenalina: si “scivola” giù per i ripidi pendii di cenere come se si stesse sciando sulla sabbia, coprendo in 20 minuti il dislivello che ne ha richiesti tre di salita.
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São Filipe: Una delle città più antiche e affascinanti di Capo Verde, con le sue piazze curate e le spiagge di sabbia nera sottostanti (come Praia da Bila).
Questa città è un gioiello di architettura coloniale portoghese. Passeggiando per le sue vie, sarai circondato dai sobrados, eleganti palazzi storici dai colori pastello che un tempo appartenevano alla nobiltà terriera. Il centro è un salotto ordinato che si affaccia su una scogliera vertiginosa. Da lì, una scalinata conduce alla Praia da Bila: una distesa di sabbia nera come il carbone che brilla sotto il sole, dove l’oceano si infrange con una forza primordiale. È il posto perfetto per un aperitivo al tramonto, guardando il profilo dell’isola di Brava in lontananza.
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Mosteiros: Sul lato nord dell’isola, questa zona è un’esplosione di verde, dove tra le rocce vulcaniche crescono rigogliose piantagioni di caffè.
Se il sud di Fogo è fuoco e cenere, Mosteiros è vita e frescura. Situata sul versante settentrionale, questa zona beneficia degli alisei che portano umidità, trasformando il paesaggio in una giungla coltivata. È qui che nasce il prezioso Caffè di Fogo. Camminerai tra sentieri che profumano di bacche di caffè e agrumi, osservando come i contadini locali riescano a strappare la vita alla roccia vulcanica. È un microclima unico, dove l’umidità delle nuvole che si infrangono contro la montagna nutre una vegetazione lussureggiante che non ti aspetteresti mai su un’isola vulcanica.
Itinerario: 3 Giorni sul Gigante Buono
Giorno 1: Storia, Colori e Tramonti
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Mattina: Arrivo a São Filipe. Passeggiata nel centro storico per ammirare i sobrados colorati. Visita al mercato locale per respirare i profumi dell’isola.
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Pomeriggio: Discesa alla Praia da Bila. Goditi il contrasto tra l’oceano e la scogliera di sabbia nera.
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Sera: Aperitivo in una terrazza vista mare aspettando il tramonto su Brava e cena tipica a base di Cachupa.
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Pernottamento: São Filipe.
Giorno 2: Nel Cuore del Vulcano
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Mattina: Trasferimento in 4×4 verso Chã das Caldeiras. All’ingresso della caldera, rimarrai senza parole davanti alle pareti di roccia e alle colate laviche.
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Pomeriggio: Esplorazione del Pico Pequeno (il cratere dell’eruzione del 2014), un’escursione meno faticosa della vetta principale ma visivamente incredibile. Visita alla cooperativa locale per degustare il vino Manecom.
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Sera: Cena sotto uno dei cieli stellati più limpidi che tu abbia mai visto.
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Pernottamento: Guesthouse dentro la Caldera.
Giorno 3: La Vetta e l’Oro Nero
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Alba: Scalata al Pico do Fogo. Partenza alle 6:00 per raggiungere la cima (circa 3-4 ore). Discesa “sciando” sulla cenere vulcanica.
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Mezzogiorno: Pranzo veloce in caldera e partenza verso nord in direzione Mosteiros.
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Pomeriggio: Discesa lungo i sentieri di Mosteiros tra le piantagioni di caffè e agrumi. Respira l’aria fresca e umida del versante verde.
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Tardo pomeriggio: Rientro a São Filipe per il volo di ritorno o l’ultima serata sull’isola.
Cibo tipico e prelibatezze
Fogo è famosa per la sua terra fertile che regala sapori unici:
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Vino Manecom: Un vino vulcanico prodotto direttamente nella caldera. Forte, sincero e unico al mondo.
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Caffè di Fogo: Considerato uno dei migliori al mondo, coltivato su terreni lavici che gli conferiscono un aroma intenso.
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Djagacida: Una variante locale della cachupa, preparata con fagioli, mais e carne di maiale.
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Formaggio di capra: Spesso servito con la “doce de papaia” (marmellata di papaya).
Consigli e Curiosità
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Consiglio: Affidati sempre a una guida locale per la scalata al vulcano. Il terreno è instabile e la conoscenza del territorio è fondamentale.
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Curiosità: Gli abitanti di Chã das Caldeiras hanno spesso tratti somatici particolari (occhi chiari e capelli biondi), eredità di un conte francese, Armand de Montrond, che si stabilì qui nell’800.
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Quando andare: Fogo è splendida tutto l’anno, ma per il trekking i mesi da novembre a giugno sono i più freschi e godibili.
Conclusione
Fogo non è una vacanza, è un’esperienza sensoriale. È il calore della terra sotto i piedi, il sapore del vino che sa di cenere e l’ospitalità silenziosa di un popolo che vive all’ombra di un gigante.