I Vulcani di Fango dell’Azerbaigian: Un Paesaggio da un Altro Mondo

Immaginate un paesaggio lunare, dove la terra respira, ribolle e modella con costanza colline coniche, sputando non lava incandescente, ma un denso e freddo fango grigiastro. Benvenuti in Azerbaigian, la terra del fuoco, dove i vulcani di fango non sono solo una curiosità geologica, ma una parte integrante del suo DNA naturale e culturale.

Questo paese, incastonato tra il Mar Caspio e le montagne del Caucaso, detiene il primato mondiale per la concentrazione di questi fenomeni unici, offrendo uno spettacolo primordiale che affascina scienziati e viaggiatori.

Una Nazione, Migliaia di Bocche

L’Azerbaigian ospita circa 400 dei 1.000 vulcani di fango stimati in tutto il mondo. La maggior parte si trova nella regione centro-orientale del paese, in particolare nella penisola di Absheron (vicino alla capitale Baku) e nelle aree costiere del Mar Caspio. Questi vulcani sono di dimensioni variabili, da piccoli coni alti pochi centimetri a imponenti strutture che superano i 500 metri di altezza.

Come Funzionano: La Scienza Sotto la Superficie

A differenza dei vulcani “tradizionali” che eruttano magma fuso, i vulcani di fango espellono gas (principalmente metano, ma anche anidride carbonica e azoto), acqua, petrolio grezzo e, naturalmente, fango.

Il processo è affascinante:

  1. Depositi Sotterranei: Sotto la superficie terrestre dell’Azerbaigian si trovano enormi giacimenti di gas e petrolio.

  2. Pressione: Questi gas, intrappolati in strati di roccia, sono sottoposti a un’enorme pressione.

  3. Liquefazione del Fango: I gas e i fluidi risalgono attraverso faglie e crepe nella crosta terrestre, mescolandosi con l’acqua sotterranea e l’argilla, trasformandole in una miscela densa e viscosa: il fango.

  4. Eruzione Lenta: Il fango, spinto dalla pressione dei gas, emerge in superficie, formando coni e crateri che possono “eruttare” in modo lento e continuo, oppure con esplosioni occasionali che proiettano fango e gas ad alta quota.

Fiamme Eterne e Fenomeni Rari

Non è raro osservare piccole fiamme danzare sulla superficie dei vulcani di fango, specialmente di notte. Questo perché il metano, un gas infiammabile, viene rilasciato costantemente e può accendersi spontaneamente o per attrito. È un richiamo alle “fiamme eterne” che hanno dato all’Azerbaigian il soprannome di “Terra del Fuoco”.

I vulcani di fango sono visitabili e rappresentano una delle escursioni più popolari da fare partendo dalla capitale, Baku. Poiché molti si trovano in aree desertiche e prive di strade asfaltate, la visita richiede un po’ di pianificazione.

Dove andare?

La meta principale è la zona di Gobustan (o Qobustan), situata a circa 60-70 km a sud di Baku. Qui si trova la maggiore concentrazione di vulcani accessibili, spesso visitati insieme al sito dei petroglifi (patrimonio UNESCO).

Come arrivare

Non esiste un mezzo pubblico che porti direttamente ai crateri, poiché si trovano “off-road”. Hai tre opzioni principali:

  1. Tour Organizzato (Consigliato): È l’opzione più semplice. Molte agenzie a Baku offrono tour di mezza giornata o giornata intera che includono il trasporto in minibus fino a Gobustan e poi il trasferimento su vecchie Lada sovietiche (4×4 locali) per raggiungere i vulcani attraverso lo sterrato.

  2. Taxi da Baku o Gobustan: Puoi prendere un taxi direttamente da Baku oppure arrivare a Gobustan in autobus (linea 195 dal terminal dei bus di Bina) e lì negoziare con i tassisti locali che sostano vicino al Museo di Gobustan. Spesso usano auto robuste in grado di affrontare il fango e le buche.

  3. Auto a noleggio: Se decidi di guidare, è caldamente consigliato un veicolo 4×4. Non ci sono segnali stradali nel deserto e le “strade” sono solo tracce lasciate da altri veicoli.

Cosa si fa?

  • Osservazione: Puoi avvicinarti ai piccoli crateri (alti da pochi centimetri a qualche metro) per vedere il fango che gorgoglia e “scoppia” in bolle grigie.

  • Tatto e Fanghi: Il fango è freddo (non scotta!) e molti turisti amano toccarlo o applicarlo sulla pelle per le sue proprietà minerali. In alcune zone meno turistiche è persino possibile fare un bagno completo in “laghetti” di fango.

  • Fotografia: Il paesaggio è incredibilmente fotogenico, simile a una distesa lunare grigia e screpolata.

Consigli Utili

  • Abbigliamento: Indossa scarpe comode e vestiti che non ti dispiace sporcare. Il fango può schizzare improvvisamente quando le bolle scoppiano.

  • Meteo: Evita di andare subito dopo una pioggia abbondante. Il terreno diventa estremamente scivoloso e appiccicoso, rendendo difficile l’accesso anche ai fuoristrada.

  • Combinazione: Abbina la visita al Museo dei Petroglifi di Gobustan e alla Moschea Bibi-Heybat, che si trovano lungo la stessa strada di ritorno verso Baku.

  • Sicurezza: Anche se il fango è freddo, fai attenzione a dove metti i piedi; la crosta intorno ai crateri più attivi può essere sottile o scivolosa.