Il fascino dei cimiteri monumentali: Perché il turismo “dark” sta conquistando i viaggiatori di cultura

C’è stato un tempo in cui varcare i cancelli di un cimitero al di fuori di un funerale o della ricorrenza dei defunti sarebbe parso quantomeno bizzarro, se non apertamente macabro. Oggi non è più così. Passeggiando tra i viali alberati del Père-Lachaise a Parigi, del Cimitero Monumentale di Milano o di Highgate a Londra, è facile imbattersi in visitatori con la macchina fotografica al collo, mappa alla mano e lo sguardo rivolto verso l’alto, rapiti dalla bellezza di una scultura in marmo o dall’architettura di una cappella gentilizia.

Il cosiddetto “Dark Tourism” (o turismo nero), nella sua declinazione più colta e raffinata legata alla necropoli, si sta spogliando dei vecchi tabù. Non si tratta di una morbosa attrazione per la morte, ma di una forma di turismo culturale, storico e artistico che attira viaggiatori sempre più consapevoli.

Ma cosa spinge un viaggiatore a inserire un cimitero monumentale nel proprio itinerario di viaggio?

Musei a cielo aperto: L’arte che non ti aspetti

I grandi cimiteri monumentali nati nell’Ottocento – a seguito dell’Editto di Saint Cloud di napoleonica memoria, che spostò le sepolture fuori dalle mura cittadine – non furono progettati solo come luoghi di riposo eterno, ma come veri e propri status symbol per l’alta borghesia e l’aristocrazia dell’epoca.

I più grandi scultori, architetti e maestri del marmo venivano ingaggiati per realizzare monumenti funebri che celebrassero la grandezza della famiglia. Il risultato? Oggi questi luoghi sono gallerie d’arte a cielo aperto gratuite (o quasi), dove stili architettonici diversi convivono in pochi ettari:

  • Il Neoclassicismo con le sue forme pulite ed eleganti.

  • Il Gotico Revival, fatto di guglie, archi a sesto acuto e atmosfere drammatiche.

  • Il Liberty e l’Art Nouveau, con linee sinuose, angeli sensuali e decorazioni floreali in bronzo che sembrano prendere vita.

Camminare nel settore acattolico di Roma o tra i chiostri del cimitero di Staglieno a Genova significa contemplare capolavori che non hanno nulla da invidiare a quelli esposti al Louvre o agli Uffizi, con il vantaggio di poterli ammirare senza la calca dei grandi musei.

A caccia di storie: Il richiamo dei grandi del passato

C’è poi una componente fortemente biografica e letteraria. Visitare una necropoli monumentale equivale a sfogliare un gigantesco libro di storia tridimensionale. Cercare la tomba di Oscar Wilde o di Jim Morrison a Parigi, o quella di John Keats a Roma, è un modo per rendere omaggio alle menti che hanno segnato la nostra cultura.

Il cimitero monumentale azzera le distanze temporali: ci permette di ritrovarci a pochi centimetri dai resti di scrittori, scienziati, poeti e statisti, trasformando il viaggio in un pellegrinaggio laico e intimo.

Ma il fascino risiede anche nelle storie della “gente comune”: le epigrafi ottocentesche, le foto sbiadite dei primi del Novecento e i simboli esoterici o professionali incisi sulla pietra (come le squadre massoniche, le ancore per i marinai o i libri aperti per gli accademici) raccontano come si viveva, come si amava e cosa si considerava importante in epoche passate.


Oasi di biodiversità e meditazione urbana

Oltre all’arte e alla storia, c’è un terzo fattore che sta decretando il successo di questo trend: la ricerca di silenzio e natura.

Nelle metropoli moderne, frenetiche e saturate dal rumore, i cimiteri monumentali rappresentano spesso le aree verdi più vaste, curate e boscose del centro urbano. Molti di essi sono stati progettati seguendo il modello del cimitero-giardino inglese, dove la natura non è solo un contorno, ma parte integrante dell’esperienza spirituale e visiva.

Sotto le chiome di cipressi secolari, querce e salici piangenti, si sviluppano veri e propri ecosistemi. Non è raro fare birdwatching o avvistare piccoli mammiferi tra le lapidi di Highgate a Londra, un luogo dove la vegetazione ha parzialmente riavvolto le pietre vittoriane, creando un’atmosfera romantica e decadente di rara bellezza.

Il decalogo del perfetto “Necroturista”

Se il fascino di questi luoghi ha catturato anche te, ricorda che il turismo nei cimiteri richiede un codice etico ed emotivo molto più rigoroso rispetto a qualsiasi altra attrazione. Ecco le regole d’oro da seguire:

  1. Rispetto prima di tutto: Sebbene tu stia visitando un museo, per qualcuno quello è il luogo del dolore. Mantieni un tono di voce basso ed evita schiamazzi.

  2. No ai selfie inappropriati: Fotografare le sculture è legittimo, mettersi in posa sorridenti o abbracciati a una statua funebre è irrispettoso.

  3. Attenzione ai funerali: Se è in corso una cerimonia, cambia corsia e lascia privacy ai familiari.

  4. Non toccare: Il marmo e il bronzo antico sono delicati; il grasso delle mani può accelerare il deterioramento delle opere.

Il turismo monumentale, in definitiva, ci insegna che questi non sono luoghi di morte, ma scrigni di memoria. Visitarli significa celebrare la vita, l’arte e la storia di chi ci ha preceduto, regalandoci una delle esperienze di viaggio più profonde e introspettive che si possano fare.