Ci sono monumenti che non sono semplici strutture architettoniche, ma veri e propri simboli dell’anima di un popolo. Lo Stari Most (letteralmente “Il Ponte Vecchio”) di Mostar, in Bosnia ed Erzegovina, è uno di questi. Sospeso come un arco di pietra teso sopra le acque smeraldine del fiume Neretva, questo capolavoro è il simbolo della resilienza, della distruzione della guerra e della successiva rinascita.
Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, lo Stari Most è il cuore pulsante di una delle città più affascinanti ed emozionanti d’Europa. Ecco la guida completa per scoprirlo.
La Storia: Dallo splendore ottomano alla rinascita
Costruito nel 1566 per ordine del sultano Solimano il Magnifico e progettato dall’architetto ottomano Mimar Hajrudin, lo Stari Most sostituì un precario ponte di legno sospeso. Per oltre 400 anni ha unito la sponda cristiana (croata) e quella musulmana (bosniaca) della città, resistendo a terremoti e guerre.
Il capitolo più buio della sua storia è scritto il 9 novembre 1993, durante la guerra di Bosnia, quando il ponte fu tragicamente distrutto dai bombardamenti delle forze croato-bosniache. Le immagini del ponte che crolla nel fiume fecero il giro del mondo, diventando il simbolo della ferita dei Balcani.
Tuttavia, la storia dello Stari Most è a lieto fine: nel dopoguerra, grazie a un fondo internazionale e all’UNESCO, il ponte è stato fedelmente ricostruito utilizzando le stesse antiche tecniche ottomane e recuperando dal fondo del fiume i blocchi di pietra tenelia originali. È stato inaugurato nuovamente nel 2004, tornando a essere un ponte di pace e unione.
Come arrivarci
Mostar è facilmente raggiungibile dalle principali mete dei Balcani:
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In Auto / Autobus da Sarajevo: È il tragitto più comune. Il viaggio dura circa 2 ore e mezza attraverso la tortuosa e panoramica valle del fiume Neretva (un viaggio spettacolare). I bus partono frequentemente dalla stazione di Sarajevo.
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In Treno da Sarajevo: Una delle tratte ferroviarie più belle d’Europa. Il treno moderno collega le due città in poco più di 2 ore, offrendo viste mozzafiato su canyon e montagne.
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Dalla Croazia (Spalato o Dubrovnik): Mostar dista circa 2-3 ore di auto o bus sia da Dubrovnik che da Spalato. Ottima come escursione giornaliera, anche se il consiglio è di fermarsi almeno una notte.
Dove alloggiare
Il consiglio d’oro è soggiornare nei pressi del centro storico (Stari Grad) per muoversi a piedi.
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Nel Centro Storico (Stari Grad): Perfetto per respirare l’atmosfera ottomana. Ci sono tantissimi Guest House (chiamati Pansion) a gestione familiare ricavati in antiche case di pietra, con terrazze vista ponte.
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Sponda Est (Kujundžiluk / Zona Musulmana): Ideale per chi cerca un’atmosfera caratteristica, tra vicoli acciottolati e il richiamo dei muezzin.
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Sponda Ovest (Zona Moderna / Croata): Se preferite hotel più grandi, moderni e dotati di parcheggio privato (utilissimo se viaggiate in auto, dato che il centro storico è totalmente pedonale).
Come spostarsi
A Mostar ci si sposta esclusivamente a piedi. Il centro storico è una grande area pedonale racchiusa tra ciottoli levigati dal tempo (attenzione: sono molto scivolosi, indossate scarpe comode e con un buon grip!). La città è piccola e tutte le principali attrazioni distano al massimo 15-20 minuti a piedi l’una dall’altra. Per uscire dalla città verso i dintorni, i taxi sono molto economici e affidabili.
Cosa vedere e visitare
Oltre ad attraversare lo Stari Most, nei dintorni c’è un concentrato di meraviglie:
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Il Bazar Kujundžiluk: L’antico mercato ottomano che si snoda sulla sponda sinistra del ponte. Un labirinto di colori, tappeti, lampade colorate e botteghe di artigiani del rame.
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Moschea Koski Mehmed Pasha: Situata a pochi passi dal ponte, pagando un piccolo biglietto è possibile salire sul minareto. Da quassù si gode della vista fotografica più famosa e spettacolare sullo Stari Most.
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La Torre Tara e la Torre Halebija: Le due torri fortificate che “proteggono” i due lati del ponte. Oggi ospitano il Museo dello Stari Most, che racconta la storia della sua distruzione e ricostruzione.
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Kriva Ćuprija (Il Ponte Storto): Una versione in miniatura dello Stari Most, costruito pochi anni prima del fratello maggiore come “esperimento” architettonico. Si trova a pochi minuti di distanza, immerso in un angolo molto romantico.
Cibo tipico: Cosa mangiare
La cucina bosniaca è un trionfo di carne alla griglia e influenze ottomane. Ecco cosa non perdere nei ristoranti con vista sul fiume:
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Ćevapi: Il piatto nazionale. Piccole polpette di carne speziata (manzo e agnello) allungate, servite dentro il somun (un pane piatto e soffice) con cipolla cruda e kajmak (una crema di formaggio/panna acida).
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Begova Čorba: La “zuppa del Bey”, una vellutata di pollo, gombo e verdure, densa e corroborante.
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Sarma: Involtini di foglie di vite o cavolo ripieni di carne macinata e riso.
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Baklava e Hurmašice: Dolci intrisi di sciroppo di zucchero e noci, perfetti da accompagnare con il Caffè Bosniaco (servito nella tradizionale džezva di rame, simile al caffè turco ma con un rituale di preparazione tutto suo).
Consigli per il viaggiatore
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Attenti ai ciottoli: Le pietre del centro storico e dello Stari Most sono letteralmente levigate e scivolose come il ghiaccio, anche quando non piove. Evitate i tacchi o le infradito di plastica.
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Moneta e pagamenti: La moneta locale è il Marco Convertibile (BAM), ma l’Euro è accettato quasi ovunque nel centro storico (anche se il resto vi verrà dato in valuta locale). Molte botteghe e ristoranti tipici non accettano carte di credito, quindi portate sempre dei contanti.
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Rimanete la notte: Di giorno Mostar viene presa d’assalto dai turisti mordi-e-fugi in arrivo dalla Croazia. Ma è la sera, quando i pullman ripartono e il ponte si illumina nel silenzio, che la città mostra la sua magia più autentica.
Curiosità: I Divers di Mostar
La curiosità più famosa dello Stari Most riguarda gli Ikaridi, i leggendari tuffatori di Mostar. Fin dai tempi della sua costruzione nel XVI secolo, i giovani della città dimostrano il loro coraggio tuffandosi dal punto più alto del ponte (circa 20-24 metri d’altezza) nelle acque gelide e correnti della Neretva.
Oggi esiste un vero e proprio club di tuffatori professionisti. Li vedrete sul ponte in costume da bagno: intrattengono la folla e aspettano di raccogliere una somma minima in mance dai turisti (solitamente circa 25-30€ complessivi) prima di regalare uno spettacolo mozzafiato lanciandosi nel vuoto. Non improvvisatevi: l’impatto con l’acqua gelida da quell’altezza è estremamente pericoloso!
Conclusione
Lo Stari Most non è solo una tappa turistica, ma un viaggio emotivo. Camminare sulla sua schiena di pietra, osservare i segni della storia sulle facciate delle case circostanti e ascoltare il rumore della Neretva vi lascerà un ricordo indelebile. Mostar vi aspetta per raccontarvi la sua storia di rinascita.